QUESTO TEMPO NUOVO

Il talk di Consenso Europa con il ministro Manfredi e il presidente di A2A Patuano

Roma, 11 Dicembre. La pandemia ha accelerato le trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali che il mondo stava già attraversando da tempo. Ma quale direzione prenderanno nei prossimi anni? E quali sono i passi che siamo chiamati a fare per sanare le fragilità lasciate scoperte dalla crisi, e guidare i processi in corso verso una tangibile ripresa economica e sociale? Ne abbiamo parlato con il Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi nel nostro Digital Talk ‘Questo tempo nuovo. La società e l’economia in questo mondo che cambia‘, nel corso del quale sono intervenuti, tra gli altri, il Direttore dello SVIMEZ Luca Bianchi, l’Arcivescovo di Bologna Cardinale Matteo Zuppi, il Presidente di A2A Marco Patuano ed Elisa Schembari, Presidente di RedSeedVentures.

“Il vero problema”, così il Ministro Manfredi nel corso del suo intervento, “è che la trasformazione che stiamo vivendo è una trasformazione sistemica, e dunque non si può affrontare senza avere una visione globale. Le risorse ci sono, sul Next Generation EU abbiamo piu soldi che idee: ora è il momento di affrontare la situazione con un’azione che sia di sistema e che richiede organizzazione e programmazione”.

“Grazie al pacchetto di interventi pubblici sull’Università,” ha proseguito Manfredi, “un intervento molto mirato adottato dal governo insieme alle diverse misure di sostegno all’economia colpita dalla crisi, siamo riusciti a far aumentare le iscrizioni con la percentuale più alta negli ultimi dieci anni, anche in regioni che avevano storicamente sofferto moltissimo. Abbiamo letteralmente portato più gente all’Università, il tutto nel momento così difficile della crisi pandemica. È il segnale che con politiche pubbliche mirate è possibile intervenire in modo efficace ed ottenere risultati importanti,” ha ricordato.

“Pensavamo di essere molto forti, abbiamo scoperto di essere molto fragili.” Così il presidente di A2A Marco Patuano nel suo intervento: “nelle nostre città esistono situazioni di disagio di fronte alle quali anche le grandi imprese sono chiamate ad agire: noi abbiamo lanciato diverse iniziative e progetti, come il Banco dell’energia, ma ogni giorno ci rendiamo conto di come la pandemia ci abbia scoperto fragili. Tuttavia, la crisi ha rappresentato anche un grande acceleratore: l’Europa si è resa conto che è arrivato il momento di assumere la leadership nel quadro della grande transizione energetica e ambientale. Tema percepito come lontano, divenuto all’improvviso di assoluta attualità: ci sarà una corsa verso investimenti che devono essere mirati nella giusta direzione. Ma c’è un equivoco che bisogna spazzar via: la carenza di investimenti non è stata solo legata ad una scarsità di risorse: si tratta in realtà molto spesso di un gap di pianificazione e di organizzazione.”

Secondo il Direttore dello Svimez Luca Bianchi, “ci aspetta un anno di ricostruzione. Nella fase post pandemica non possiamo accontentarci di una manutenzione, ma dobbiamo pensare a una ricostruzione più ampia, del tessuto economico e soprattutto sociale del paese. La pandemia è stata un pettine che ha fatto emergere tanti nodi, primo tra tutti l’indebolimento dei servizi pubblici essenziali, dalla scuola alla sanità, e ha colpito soprattutto giovani e donne.” Per ripartire, ha sottolineato Bianchi, è necessario cogliere l’occasione del Recovery, e investire in politiche del territorio: “con il south-working tornano al centro le politiche per i servizi territoriali”.

Nelle parole del Cardinale Zuppi, “la pandemia ha anche rappresentato una sfida a cambiare davvero le cose, a cominciare da modi di pensare e di agire che hanno per troppo tempo caratterizzato anche le politiche pubbliche. Ci troviamo di fronte”, ha affermato “ad un’occasione che non possiamo perdere. Se pensiamo alla scuola o alla sanità, in quanti sono rimasti indietro? Dobbiamo fare scelte in grado di guardare al futuro e alle prossime generazioni”.

“Le nuove sfide saranno sulle tematiche ambientali, ovvero sostenibilità ambientale e sociale”, ha spiegato la presidente Schembari. “La collaborazione tra pubblico e privato sarà fondamentale nello stabilire le priorità del paese e dell’Europa, e per cercare di concentrare gli sforzi. Bisogna costruire un piano di investimenti in cui il pubblico deve diventare un volano ed un supporto per il privato.”



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